Marco Valeri

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Mi sono laureato a 37 anni ed ho cambiato lavoro

Mi ritrovo a scrivere queste righe il giorno dopo la cerimonia della mia laurea in informatica, per l’esattezza una Foundation Degree in Computer Science alla Birkbeck University of London.


A Londra, e credo in generale nel Regno Unito, non è come in Italia. Qui, una volta finiti tutti gli esami e consegnata la tesi si ottiene il titolo di studio, e successivamente viene fatta una cerimonia formale, una di quelle che avrai sicuramente visto su internet o su qualche film, dove gli alunni hanno quella tunica e il cappello nero, meglio conosciuto come academic dress.


Per via del COVID-19 la cerimonia è stata online, quindi niente tunica e cappello ma la soddisfazione è stata enorme lo stesso.


Ho deciso di scrivere queste righe per dirti di come un titolo di studio, qualunque esso sia, possa cambiare la tua vita in meglio, fornendoti gli strumenti giusti per realizzare il tuo sogno di vita, qualunque esso sia, dal cambiare lavoro, aprire un tuo business o migliorare te stesso.


Oggi come oggi siamo circondati da tantissime risorse online che ci permettono di apprendere molte nozioni, se non di imparare un mestiere da zero e in modo autonomo. Io sono uno di quelli che ha studiato davvero tanto online, lavorando nel settore dell’informatica ho trovato molti corsi davvero utili.


Altra ottima risorsa sono i libri, che nonostante la digitalizzazione non passano mai di moda. Io sono un vorace lettore di libri di qualsiasi genere, romanzi, crescita personale, comunicazione e così via. Ma anche per quanto riguarda il mio lavoro, amo migliorare le mie conoscenze tramite libri che spiegano le funzionalità di alcuni linguaggi di programmazione, le nuove tecnologie e gli approcci per lo sviluppo di determinati software.


Posso quindi dirti che i corsi online (ma anche offline) e i libri, accessibili abbastanza facilmente nelle nostre società, permettono di apprendere molte conoscenze utili al mondo del lavoro nonché alle sfere personali della vita. Internet ha rivoluzionato il nostro modo di vivere sotto molti aspetti (parola di chi è nato nel 1984, in un mondo che non era ancora connesso), tra i più belli c’è lo scambio di informazioni e il fatto di poter essere in contatto nonostante le distanze (ma come puoi vedere ed immaginare ce ne sono molti altri).


Per un giovane d’oggi è difficile forse percepire com’era il mondo prima di internet, ma ti posso dire che non era così facile avere tutte le informazioni di cui si dispone oggi in modo rapido e veloce. C’erano le enciclopedie, i giornali, le riviste e i libri, tutti strumenti ancora molto validi ma non facilmente accessibili come le informazioni che un motore di ricerca come Google (indubbiamente il migliore fino ad ora) possono fornirti semplicemente digitando una semplice domanda, chiamata query.


L’enorme quantità di informazioni che è possibile reperire online hanno permesso a molte persone di cambiare il proprio lavoro o di trovare nuove strade da seguire, ed io sono una di quelle, ma questo non cambia il mondo accademico e universitario.


Mi capita di leggere online che l’università non è più necessaria o indispensabile per il mondo del lavoro. Bene, a questo mi viene da dire che dipende da quello che vuoi fare nella vita. Escludendo quelle professioni in cui il percorso universitario è obbligatorio, come ad esempio per i dottori, l’università ha ancora il suo perché e per sempre lo avrà.

Un percorso universitario non può essere sostituito da un corso online, i due hanno un’intensità diversa.


A questo mi viene da aggiungere che molte professioni, come ad esempio nel mio settore, un titolo universitario è spesso richiesto oppure ti dà la precedenza verso chi non lo ha.


Purtroppo, mi capita spesso di imbattermi in guru del marketing che, privi di un titolo accademico, denigrano le università spiegando ai loro followers di come le università siano lontane dal mondo del lavoro o non strettamente necessarie, con l’unica finalità di farti comprare il loro corso che ti cambierà la vita e che alla fine non te la cambia.


In base alla mia esperienza personale ti dico che l’università non è sempre necessaria, dipende molto da quello che vuoi fare nella vita.

Io lavoro come Software Engineer, in questo settore un titolo accademico è spesso richiesto ma se sei bravo puoi anche non averlo. Ad ogni modo, nel campo dell’informatica un titolo accademico ti apre molte più porte di un semplice corso online, soprattutto se ambisci a lavorare in società grandi come Microsoft, Google, Meta e così via, ti basta fare una semplice ricerca su Indeed o LinkedIn per capire quanto un titolo accademico sia d’aiuto.


Se la tua ambizione di vita è lavorare in un settore dove un titolo accademico non esiste o non ti aiuta, va benissimo non considerare un percorso universitario. Se sei un bravo idraulico che vuole aprire una sua azienda nel settore, sicuramente non hai bisogno di un titolo di studio universitario ma di tanta esperienza sul campo.


Se, invece, il tuo dream job è può essere raggiunto con un titolo universitario ti consiglio di prendere in considerazione questo settore, indipendentemente dalla tua età, parola di chi si è laureato a 37 anni e poi ha trovato lavoro.


Se hai ancora 5 minuti, prometto non di più, ti spiego meglio perché sono convinto di questa 

cosa.


L’università ti insegna quello che gli altri non ti insegnano e viceversa

Sebbene siamo circondati piacevolmente di informazioni grazie ad internet, e non solo, l’università rimane un ambiente che ti permette di acquisire delle conoscenze più approfondite di una determinata materia. Infatti, il percorso universitario dura anni, parte dalle basi di una determinata disciplina per poi entrare nello specifico, dandoti delle solide fondamenta.

Il corso di Python online ti insegna ad usare questo linguaggio ma non si insegna dei concetti molto più importanti come OOP, i patterns e così via.

Lo stesso vale per altri settori.

Pensa al digital marketing, il corso online ti insegna ad usare bene i tools online ma una buona università ti permette di conoscere le basi e la psicologia che c’è dietro al marketing, permettendoti di spingerti oltre.


L’ambiente universitario

L’ambiente universitario è molto stimolante.

Durante i miei studi ho conosciuto diversi colleghi con cui poi siamo diventati amici.

Abbiamo condiviso idee, esami e problemi assieme per questi 3 anni.

È stato stimolante per la mente essere circondati da persone che condividono il tuo stesso obiettivo e che ogni giorno lavorano per questo.


L’importanza del titolo accademico

Per quanto se ne dica, il titolo accademico rimane un ottimo biglietto da visita, secondo solo all’esperienza lavorativa (e non sempre).

Presentarsi ad un colloquio di lavoro con una laurea in mano fa sempre la differenza e comunque a parità di condizioni ti dà la precedenza verso chi non ce l’ha.


Il titolo accademico da solo non basta

Penso di averti fatto capire bene perché un titolo universitario sia importante, così come sono convinto di quest'ultima affermazione, sono altrettanto convinto che un titolo universitario da solo non basta.

No, non mi sto contraddicendo, ti spiego meglio perché.

L'università ti permette di avere le basi, le fondamenta del settore di cui ti occupi. 


Così come un palazzo, quando le fondamenta sono solide e ben strutturate, il palazzo non crolla davanti alle avversità che gli si presentano.


L’università, quindi, è quel titolo accademico che ti permetterà di avere le conoscenze per affrontare i problemi più difficili legati alla tua professione, permettendoti di entrare in schemi mentali in cui altri tuoi colleghi possono fare fatica ad arrivare.


Ma le fondamenta non sono tutto, un palazzo solido ha bisogno di molti altri elementi per essere completo, come le pareti non portanti, il sistema idraulico, elettrico, le finestre, le porte e così via.

Così la tua università non basta da sola, la devi integrare con la tua curiosità, con l’esperienza lavorativa e con la voglia di imparare che non devi mai perdere.


Questo è quello che mi ha permesso di cambiare lavoro a 37 anni, un mese prima di finire la mia università.

Mentre studiavo e lavoravo full-time, sperimentavo le tecnologie che studiavo, creavo siti, web applications e qualsiasi cosa mi venisse in mente.

Ma non solo.

Studiavo per conto mio tecnologie molto richieste nel mercato che non facevano parte del mio percorso di studi universitari come React.

Lavoravo gratis quando potevo, ho fatto siti, applicazioni per amici, conoscenti e piccoli clienti gratis con il solo fine di fare esperienza e avere un curriculum da mostrare ai recruiters.

A questo ho aggiunto un buon CV e una routine legata alla ricerca del lavoro, la quale includeva di mandare almeno una candidatura ogni mattina prima di cominciare la giornata.

Ho studiato meglio che potevo ogni esame della mia università, ho approfondito altre conoscenze nel tempo libero, mi sono candidato per il mio dream job per quasi tre anni.


Risultato?


Un mese prima della fine dei miei studi ho ottenuto il mio primo lavoro nel settore dell’informatica.


Quindi devo fare l’università?

Questo lo sai tu e dipende da quello che vuoi fare.

In questo articolo volevo condividere la mia esperienza, di come un titolo universitario mi abbia dato una marcia in più per cambiare carriera.


Mi rendo conto che per chi è come me, che ha un lavoro full-time e può contare solo sulle sue risorse per arrivare alla fine del mese, può non essere facile lavorare e studiare allo stesso tempo, specialmente se non si è più troppo giovani.


Ad ogni modo, se vuoi cambiare la tua vita, il tuo lavoro, se hai trovato il coraggio di fare una cosa che realmente ti piace, troverai tempo e modo di fare tutto quello che è necessario per raggiungere questo tuo obiettivo, probabilmente il più grande traguardo della tua vita.


Considera che ci sono tantissime università nel mondo che permettono di studiare online o che hanno dei percorsi specifici per chi lavora full time, con una semplice ricerca su Google puoi trovare il giusto compromesso tra studio e lavoro.